Nella puntata del 14 luglio del Social Football Cafè (la prima da Campioni d’Europa), si è dato spazio ad un argomento molto delicato e discusso negli ultimi anni: ovvero la questione stadi.

La puntata dal titolo “Back to the Stadium” ha dato modo agli ospiti di aprire una discussione sulle modalità e idee sulla riapertura, il discorso italiano degli stadi di proprietà e tutte le esigenze sanitarie e tecnologiche di cui dovranno tenere contro i club quando si riuscirà ad ottenere l’ingresso del pubblico con la massima capienza disponibile negli impianti.

Ospiti della puntata Andrea Santini (Sport e Salute spa), Federico Zurleni (Udinese Calcio) e Massimo Tucci (Social Football Summit).

Santini ha raccontato l’esperienza vissuta con lo stadio Olimpico negli ultimi mesi:

“Abbiamo dovuto implementare delle misure che fino ad un anno fa non immaginavamo nemmeno. Tra Olimpico e Foro Italico abbiamo implementato telecamere e termocamere per garantire i dispositivi organizzativi. La vera opportunità è stata pensare al dopo, ovvero cosa fare dopo l’Europeo con tutta questa infrastruttura, infatti il progetto è stato pensato per migliorare l’accessibilità e la sicurezza in futuro.

Un altro aspetto è stato ragionare per scenari. Tutti cercavano certezze ma in realtà l’unica cosa fattibile era creare degli scenari. A 3 settimane dalla prima partita ne avevamo considerati 4 con diverse ipotesi di percentuali per la capienza del pubblico”.

Federico Zurleni sullo stadio di proprietà come asset nel modello di business:

“Aver costruito praticamente da zero uno stadio di proprietà è stata una grossa innovazione dal punto di vista italiano e anche all’interno dell’azienda stessa, perché è più così che ci sentiamo e magari meno club calcistico.

Ci sono almeno 4 criteri del perché abbiamo voluto uno stadio di proprietà. Il primo sono le partite, infatti oggi abbiamo una casa molto più bella rispetto a prima. Efficienza nell’organizzazione dell’evento sportivo, e non parlo solo dei ricavi che otteniamo con il pubblico, ma anche i confort che riusciamo ad offrire. Il secondo aspetto sta nel fatto che non vogliamo ospitare solo calcio ma anche altri eventi. Lo stadio di proprietà poi diventa anche un meeting center per le nostre aziende partner. Il quarto punto è la possibilità creata con i nostri 20.000 metri quadrati da adibire ad altre attività commerciali e sportive, anche se purtroppo non abbiamo ancora potuto realizzare questo punto a causa del Covid

Tra i progetti anche l’idea di un albergo che si affaccia sullo stadio”.

Sempre Zurleni su come sarà il ritorno allo stadio dell’Udinese:

“Stiamo lavorando con la Lega Calcio per una riapertura al 100% già dalla prima giornata grazie al green pass, una linea che anche la Lega vorrebbe. Intanto stiamo lavorando a diverse idee per far sì che al rientro il tifoso possa trovare diverse innovazioni, sia sul lato digitale diventando una smart arena con tutte transazioni cashless, dall’altra parte vogliamo riaprire diventando plastic free. Una stagione per noi produce 70 tonnellate di plastica”.

Alla stessa domanda ha risposto anche Santini:

“Il discorso sulla sostenibilità richiede anche delle competenze che devono essere valorizzate. Lo stadio può essere un momento di formazione e sensibilizzazione su diverse tematiche.

Noi abbiamo ridotto di circa 200mila euro i costi di gestione dello smaltimento rifiuti. Il messaggio che voglio dare è quello di uno stadio autosostenibile capace di generare le risorse per alimentare le attività degli eventi”.

Prossimo appuntamento mercoledì 22 luglio con la puntata dal titolo “Fintech: calcio e nuovi strumenti di loyalty” powered by REPX insieme a Alfredo Villa di Repx, Nicolò Fabris del Parma Calcio, Fabrizio Villani di Fintastico e Damiano Cori di Social Media Soccer.

Questa sarà l’ultima puntata prima della pausa estiva. Il Social Football Cafè riprenderà a settembre con un nuovo palinsesto di argomenti e puntate.