Settima puntata del Social Football Cafè, evento organizzato da Social Media Soccer, focalizzata sul cambiamento di valore del brand marketing e delle sponsorizzazioni, ovviamente nel mondo del calcio.

Nella puntata intitolata “Sponsorship and Value Proposition: quale futuro per il brand marketing nel calcio?” hanno partecipato come ospiti Mariano Tredicini (Head of Social Platforms and Data Analysis – TIM), Lucio Napolitano (Head of direct channel – IOL) e Damiano Cori (Social Media Soccer).


Mariano Tredicini ha raccontano come si sia evoluta la richiesta e le priorità di alcuni brand in fase di sponsorship.

Nel tempo si è evoluta anche la posizione dei club, nel senso che la maggior parte dei club oggi ha in casa una media house, quindi ora possono continuare a produrre contenuti e mettere a reddito dei prodotti a cui prima non davano peso. Ad esempio, il video di un allenamento o nello spogliatoio, oggi sono contenuti che funzionano benissimo sui social network.

Per questo oggi sono richieste diverse cose dai partner con esigenze che vanno oltre quella che prima era la tipica richiesta di sponsorizzazione in cui compravi la visibilità e gli spazi media, benefit come biglietti e magliette.
Oggi si va oltre, e si cerca un contenuto che possa agevolare il brand nella comunicazione”.

Mariano Tredicini ha avuto modo di rispondere ad una domanda arrivata da uno spettatore del cafè: Quali meccanismi potranno in futuro stimolare l’engagement social?

“Un contenuto sempre più di valore. Con TIM stiamo organizzando la prossima TIM Data Room per seguire il prossimo campionato dal punto di vista del dato, monitorando sia ciò che accade sugli spalti che in campo.

Dalla realizzazione di questi contenuti, che è un qualcosa che abbiamo già fatto, dal primo fantacalcio basato sui dati che si chiamava il Fanta Serie A TIM, si svelano una serie di contenuti dal grandissimo tasso di engagement e che sui social volano benissimo. Contenuti che creano un livello di narrazione che oggi mi pare non esserci”.
Lucio Napolitano ha raccontato, partendo dalla sua esperienza con Italiaonline, l’evoluzione di una partnership con i brand dal punto di vista degli editori e dei media.

“Una delle sfide che tutti gli operatori hanno è quella di trovare delle soluzioni che siano win-win, vincenti quindi sia per l’editore, sia per il brand.
Noi abbiamo delle esperienze che ci portano a pensare che il mondo del calcio si stia arricchendo di nuovi elementi. Se penso agli Europei penso a tutte quelle attività relative al gaming che stanno ruotando attorno al mondo del calcio e in particolare ora attorno alla Nazionale.

Per gaming intendo quelle soluzioni di gamification pensate per un brand. Le persone oggi sono cariche del classico adv media ma apprezzano di più quando il brand che sponsorizza un progetto permette all’utente di vivere un’esperienza innovativa”:

Per quanto riguarda i settori più presenti nella raccolta pubblicitaria:
“Nell’anno della pandemia, quindi della stagione appena conclusa, la raccolta pubblicitaria fatta sulle sponsorizzazioni di maglia ha raggiunto in Italia (Serie A e Coppa Italia, ndr) la cifra di 170 milioni €. Giusto per capire quanto questa industria sia scalabile e interessante.

Tra le industrie maggiormente attive, storicamente il calcio riceve di più dall’automotive, proprio perché ci deve essere un collegamento tra la sponsorizzazione e il pubblico.

Oggi ci sono anche piattaforme che 10 anni fa non consideravamo nemmeno, parlo ad esempio di realtà come Fantacalcio o il mondo degli esports
Dovendo stilare una lista direi: automotive, food and beverage e poi gli operatori come TIM”.

Prossima puntata, mercoledì 30 giugno alle 14:30 dal titolo “Innovazione e calcio: tra possibilità e necessità strategica” con Ivan Ortenzi (BIP), Massimo Caputi e Luigi Di Maso (Social Media Soccer).