In un periodo storico ideale per grandi cambiamenti nel calcio, il ruolo della donna in questa industria va ridefinito insieme ai protagonisti

Sviluppo del movimento femminile ma soprattutto grande focus sulla leadership e il ruolo delle donne nel contesto dell’industria del calcio.

Sono queste le tematiche discusse nella seconda puntata del Social Football Café, il format di live social monotematiche organizzato da Social Media Soccer.

Nella puntata di mercoledì 12 maggio intitolata Women in Football Leadership hanno partecipato Rebecca Corsi vicepresidente del neopromosso Empoli FC e presidente della sezione femminile dei toscani, ovvero l’Empoli Ladies. Insieme a lei, Francesca Buttara la responsabile relazioni istituzionali e comunicazione della Lega Pro oltre a Emanuela Perinetti di Sport Dots.

Francesca Buttara di Lega Pro ha dedicato i suoi interventi sulla questione del riposizionamento della figura delle donne nel calcio e nella società, concentrandosi su determinate cause per valorizzarne al massimo le soft skill delle donne:

“Ci sono tematiche su cui il governo punta per rilanciare il Paese dopo questa situazione. Secondo me le donne possono offrire una maggiore sensibilità proprio su tematiche come le nuove generazioni, le categorie più deboli e chi ha più bisogno ad esempio. È lì che le donne possono offrire un valore aggiunto”. Insieme ad altre tematiche come inclusione sociale, transizione ecologica e digitalizzazione che Buttara ha citato nel suo intervento.

Sulla questione dell’inclusività e delle quote rosa, tema che in alcuni casi è stato dibattuto anche per quanto riguarda i livelli di governance del calcio sempre Buttara è intervenuta così:

“Dal mio punto di vista le quote rosa sono strumento temporaneo che purtroppo o per fortuna serve fino a quando non si riuscirà a costruire quella cultura tale per cui le donne riusciranno a sfondare quel tetto di vetro. Quindi al momento sono indispensabili

Secondo me aiuterebbe introdurre la partecipazione maschile anche nei contesti in cui si decide e discute il ruolo della donna, perché sono luoghi frequentati esclusivamente da donne. Sarebbe un punto culturalmente da toccare”.

Rebecca Corsi, presidente dell’Empoli femminile e vicepresidente della divisione maschile, si è soffermata ovviamente più sulle questioni riguardanti lo stato dell’arte del movimento e quindi sul professionismo, fornendo sempre un metro di paragone col contesto maschile. Corsi si è espressa in maniera scettica verso il modello attuale, sottolineando quanto sia arduo sostenere una divisone femminile col sistema attuale:

“Io penso che il femminile abbia bisogno vitale dell’esperienza del calcio maschile, che deve da traino e offrire degli insegnamenti al femminile per uscire dalla bolla di dilettantismo che oggi è ancora tanto presente.

Io vivo entrambe le situazioni, nasco nel maschile e seguo spesso la squadra maschile più di quanto segua il femminile (dell’Empoli, ndr). Questo mi aiuta a crescere più velocemente sotto degli equilibri di squadra, gli aspetti della gestione, cose che poi riporto nel contesto della squadra femminile. Noi abbiamo ragazze che allenano i ragazzi, fisioterapiste che curano i ragazzi. Come club siamo da sempre aperti alla commistione, cosa che credo sia necessaria”.

E sull’eventuale ingresso dei procuratori nel calcio femminile, dato anche il recente accordo tra Mino Raiola e Barbara Bonansea:

“Hanno piegato il meccanismo del maschile con delle cifre astronomiche che oggi non sono più gestibili. Le società non ce la fanno più ad avere sulle spalle oltre agli stipendi dei calciatori anche le varie commissioni dei procuratori. Gli sforzi sono tanti, oggi abbiamo dei partner che agiscono nel maschile e ci aiutano col femminile perché abbiamo comunque la divisione appena arrivata in Serie A, altrimenti sarebbe stato insostenibile.

Il professionismo che ci hanno presentato qualche mese fa ad oggi è totalmente insostenibile”.

Impegnata nella moderazione della conversazione, anche Emanuela Perinetti di Sport Dots ha trovato modo di esprimere la sua opinione sulla leadership delle donne nell’industria del calcio, fornendo una visione di ampio respiro proiettata più nel medio-lungo periodo:

“Non è solo una questione di diritto, ma di merito ed effettivo vantaggio per le organizzazioni. Nelle scuole servono programmi di formazione, sarebbero importantissimi per i risultati sul campo e soprattutto per quelli fuori”.

Appuntamento per la terza puntata del Social Football Café mercoledì 19 maggio alle 14:30, sempre sulla pagina Facebook del Social Football Summit e dei media partner dell’evento. Ospiti della puntata “Il calcio tra reale e social” Luca Marchetti di Sky Sport, Giacomo Brunetti di Cronache di Spogliatoio e Luigi Di Maso di Social Media Soccer.