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Pinto (AS Roma): «Oggi viviamo un mercato globale, generati 150 milioni in tre anni»

L’intervista di Luca Marchetti a Tiago Pinto, Direttore Sportivo della Roma, ha chiuso la sesta edizione del Social Football Summit. Il dirigente portoghese ha parlato a 360° del movimento calcistico, analizzando svariate tematiche, a partire da quella di sua pertinenza: «Oggi ci confrontiamo con un mercato globale, le proprietà straniere sono ovunque».

Pinto ha dato il suo point of view sulla gestione di un club: «Sono veramente una persona che si fida nella prospettiva olistica del calcio: ogni singolo dettaglio può aiutare a vincere o meno. Nella Roma seguo tutto, ma non faccio tutto: nel femminile, una delle migliori decisioni che abbia mai preso, è stata affidare la gestione della squadra a Betty Bavagnoli. Tutta la mia strategia sportiva si basa sul settore giovanile».

Per il momento, la Roma non avrà una seconda squadra: «È vero che il settore giovanile della Roma ha sempre prodotto tanti giocatori – sottolinea Pinto – ma fare esordire tanti giocatori come fatto negli ultimi anni non era scontato. Il ruolo dell’allenatore è molto importante, perché tu puoi fare un gran lavoro dal punto di vista giovanile, ma se Mourinho non ti apre le porte della prima squadra il lavoro che c’è dietro non serve a nulla. Questa vicinanza con la prima squadra, con diversi esordi in prima squadra, creando ricavi con la vendita dei giocatori della prima squadra. Per la squadra B i miei dubbi sono che con i regolamenti che ci sono oggi in Italia dobbiamo spendere tanti soldi per quella squadra. Poi ho dei dubbi sulla promozione in serie B e ho paura che una squadra B mi serva per posticipare l’uscita dei giocatori».

L’impatto e l’equilibrio finanziario svolge, per Pinto, un ruolo fondamentale: «La parte economica è diventata cruciale con il Covid, quando parlavo del calcio sostenibile nelle prime interviste mi prendevano in giro, oggi tutti parlano di calcio sostenibile. La parte economica comanda: è molto importante trovare il balance».

Pinto, infine, ha voluto sottolineare quello che è stato il suo prodotto finale: «Abbiamo ereditato una rosa con tanti giocatori sopra i 30 anni e con infortuni cronici, e tanti giocatori fuori rosa senza sapere il loro valore economico. In questo momento abbiamo all’attivo 150 milioni di euro di vendite. Sull’equilibrio finanziario della Roma paga il tempo: il tempo dimostrerà che quello che abbiamo fatto nella Roma negli ultimi 3 anni è un buon lavoro, con 150 milioni di euro di vendite. Quando vado via dalla Roma deve essere in maniera migliore di quello che ho trovato».

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