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Sostenibilità “Pick-and-Drop”: come il nuovo manuale UEFA cambia le regole dello Sport Business

La sostenibilità ha smesso di essere un costo da iscrivere a bilancio per sole ragioni di pubbliche relazioni, trasformandosi in una leva strategica imprescindibile per garantire la longevità economica, patrimoniale e sociale del settore

La sostenibilità nel calcio ha ufficialmente superato la fase del greenwashing ed è entrata in quella della strategia aziendale pura. Con l’industria dello sport business sempre più orientata verso criteri ESG, estremamente stringenti, UEFA e European Leagues hanno lanciato uno strumento destinato a ridefinire la gestione degli eventi per un movimento che in Europa conta oltre 90 milioni di praticanti e muove milioni di appassionati ogni fine settimana: il Football Event Sustainability Manual. Questo manuale non si limita a proporre la solita lista di buone intenzioni teoriche, ma si presenta come una vera e propria guida operativa e scalabile pensata per club, leghe e associazioni nazionali di qualsiasi dimensione.

Un approccio rivoluzionario: la filosofia “Pick-and-Drop”

Il vero punto di svolta di questo manuale risiede nella sua flessibilità. Consapevoli che un top club di Champions League dispone di risorse e strutture radicalmente diverse rispetto a una squadra di terza divisione, UEFA e European Leagues hanno strutturato la guida secondo un approccio modulare definito “Pick-and-Drop”.

  • Flessibilità totale. Gli organizzatori possono selezionare e adattare le pratiche di sostenibilità in base alle propri esigenze specifiche, al budget e alla maturità operativa.
  • Per ogni tipo di evento. Che si tratti di un match singolo o di un torneo multi-giornata, il manuale offre soluzioni applicabili passo dopo passo.

Il ciclo di vita di un evento in chiave ESG

Il testo abbandona l’idea radicata che la sostenibilità si riduca alla semplice gestione dei rifiuti durante i novanta minuti di gioco, abbracciando invece l’intero ciclo di vita della manifestazione calcistica. Questo percorso virtuoso comincia ben prima dell’apertura dei cancelli con la fase di pianificazione pre-evento, un momento cruciale in cui si definiscono gli obiettivi strategici legati all’inclusione, alla mobilità e alla riduzione dell’impatto ambientale.

Successivamente, il focus si sposta sull’implementazione live, che riguarda la gestione operativa in tempo reale durante il matchday, ottimizzando l’efficienza energetica dei riflettori e garantendo la massima accessibilità per i tifosi con disabilità.

Infine, il ciclo si chiude con il debrief post-evento, una fase dedicata alla misurazione dei dati, all’analisi dei KPI e alla reportistica del reale impatto generato. Quest’ultimo passaggio si rivela fondamentale in ottica sport business, poiché oggi i grandi brand globali scelgono di investire prioritariamente in club e leghe capaci di dimostrare un impatto positivo e certificato sul territorio, trasformando la compliance ambientale in un fattore di forte attrattività commerciale.

Questo approccio scientifico permette di agganciarsi a trend economici ormai imponenti, basti pensare che i più recenti benchmark sui grandi tornei continentali hanno registrato investimenti diretti nella sostenibilità vicini ai 30 milioni di euro, affiancati da stanziamenti superiori ai 7,9 milioni di euro in fondi per il clima interamente dedicati alle strutture calcistiche di base.

Innovazione in campo: i casi studio europei

La teoria lascia ampio spazio alla pratica grazie a una serie di casi studio già implementati con successo in tutta Europa, che dimostrano come l’innovazione strategica possa guidare concretamente il cambiamento operativo. In Svizzera, ad esempio, la Swiss Football League si è distinta nell’ambito della mobilità intelligente attraverso iniziative integrate volte a incentivare e facilitare l’uso del trasporto pubblico da parte dei tifosi per raggiungere gli impianti.

Spostandoci nei Paesi Bassi, l’Eredivisie ha introdotto misure avanzate di gestione ambientale all’interno degli stadi, focalizzandosi in particolare sulla conservazione e sul riciclo delle risorse idriche. Sul fronte dell’inclusione sociale, spicca invece l’esperienza degli irlandesi del Waterford FC, che hanno sviluppato soluzioni dedicate all’accessibilità per creare un’esperienza di tifo inclusiva e specificamente adatta anche a persone con autismo durante il matchday.

Verso una nuova governance: il futuro dell’industria calcistica

In conclusione, il lancio di questo manuale segna un punto di non ritorno per la governance del calcio continentale. La sostenibilità ha smesso di essere un costo da iscrivere a bilancio per sole ragioni di pubbliche relazioni, trasformandosi in una leva strategica imprescindibile per garantire la longevità economica, patrimoniale e sociale del settore.

I club e i manager capaci di anticipare queste linee guida, integrandole stabilmente nei propri processi industriali e commerciali, non si limiteranno a rispettare le nuove normative globali. Al contrario, si assicureranno un vantaggio competitivo cruciale in un mercato in cui il valore del brand e l’attrattività verso i grandi investitori internazionali si misureranno sempre più attraverso la trasparenza, l’efficienza operativa e la capacità di generare un valore condiviso e duraturo per tutta la comunità.