INSIDE SUSTAINABLE LEAGUES
“Inside Sustainable Leagues” è un percorso editoriale per analizzare come alcune delle principali leghe calcistiche stanno strutturando la sostenibilità, tra modelli, attivazioni e strumenti. Il terzo appuntamento è dedicato al modo in cui questi impegni vengono tradotti in iniziative, campagne e momenti di coinvolgimento.
Se la governance spiega come la sostenibilità entra nella struttura delle leghe ed eventuali strutture – come le fondazioni – aiutano a sostenerla nel tempo, cosa rende questo impegno percepibile all’esterno come ecosistema? Questo terzo articolo sposta l’attenzione su ciò che trasforma principi e strategie in esperienze concrete: le attivazioni, le campagne e i momenti di coinvolgimento che portano la sostenibilità dentro il calendario sportivo, trasformando il valore comunicativo del calcio in uno strumento di partecipazione e sensibilizzazione. Negli ultimi anni, sempre più leghe hanno iniziato a sfruttare i propri eventi come vetrine per il proprio impegno, estensione di programmi già esistenti, ma anche come veri e propri laboratori in cui sperimentare nuove forme di coinvolgimento. Finali, tornei e momenti celebrativi diventano così occasioni per concentrare iniziative, attivare partnership e mettere in relazione dimensioni diverse della sostenibilità, dalla componente sociale alla riduzione degli impatti ambientali. Anche in questo caso, non esiste un modello unico.
Le diverse espressioni di questo impegno riflettono infatti il contesto in cui ogni lega opera: il ruolo delle proprie strutture organizzative, il rapporto con club e partner, la cultura sportiva e il legame con i territori. Un insieme di esperienze che, seguendo traiettorie differenti, permette di osservare come il calcio stia progressivamente costruendo nuovi spazi di relazione attorno alla sostenibilità.
Italia, Portogallo, Usa: eventi speciali come laboratori di sostenibilità
Tre esperienze particolarmente interessanti arrivano da contesti molto diversi tra loro: Portogallo, Italia e Stati Uniti. Pur partendo da logiche organizzative e culturali differenti, questi casi mostrano come un evento sportivo possa assumere funzioni e obiettivi diversi all’interno del percorso di sostenibilità delle leghe.
Nel caso portoghese, la Final Four della Allianz Cup (la fase finale della coppa di lega) rappresenta un esempio di come un appuntamento sportivo possa diventare un’estensione diretta del lavoro di una fondazione benefica. La Fundação do Futebol – Liga Portugal assume infatti un ruolo centrale nella costruzione delle attività collaterali alla manifestazione, integrando diverse dimensioni della sostenibilità all’interno dello stesso evento. Da un lato, l’attenzione alla componente ambientale, con il riconoscimento della finale come “eco-evento” grazie alle iniziative sviluppate in collaborazione con partner specializzati, ma anche attività educative e di sensibilizzazione. Dall’altro, trovano spazio iniziative legate alla dimensione sociale, dal calcio paralimpico ai progetti dedicati ai più giovani, fino a solidarietà e beneficenza.
L’elemento distintivo del modello portoghese è quindi la capacità della fondazione di utilizzare un momento centrale della stagione come spazio operativo, concentrando e rendendo visibili attività che fanno parte di un percorso più ampio. Un approccio differente (ma non troppo) emerge in Italia attraverso il progetto “Road to Zero”, sviluppato in occasione della finale di Coppa Italia. In questo caso, la sostenibilità entra nell’evento attraverso un sistema di collaborazione tra Lega Serie A, istituzioni e partner, con iniziative rivolte alla riduzione dell’impatto ambientale, ma anche ad aspetti sociali e di inclusione (soprattutto attorno al tema dell’accessibilità all’esperienza matchday per tifosi con disabilità).
Un elemento particolarmente significativo dell’esperienza italiana è rappresentato dal lavoro di monitoraggio sviluppato attraverso il report annuale del progetto. Più che limitarsi alla realizzazione di singole attività, “Road to Zero” rappresenta infatti il tentativo di costruire progressivamente una metodologia, creando continuità nella misurazione degli impatti e consolidando un approccio sempre più strutturato alla sostenibilità degli eventi. Negli Stati Uniti, il caso della MLS evidenzia invece una dimensione fortemente legata alla cultura dell’evento sportivo come esperienza complessiva. L’All-Star Game non viene costruito soltanto attorno alla partita, ma come una settimana di attività che coinvolge comunità locali, giovani, organizzazioni territoriali e partner attraverso una serie di iniziative sociali e ambientali, i cosiddetti “All-Star Week Community Events”, che negli anni hanno incluso attività educative, programmi di inclusione e momenti di partecipazione aperti alle città ospitanti.
Un elemento distintivo è inoltre la natura itinerante dell’evento, che ogni anno si sposta in una città diversa, portando con sé non solo visibilità ma anche interventi a carattere più strutturale e di legacy, come iniziative di riqualificazione di impianti sportivi locali oppure programmi giovanili nelle comunità ospitanti. Negli ultimi anni, inoltre, la MLS ha progressivamente ampliato la dimensione collaborativa dell’All-Star Week, aprendo ad attività congiunte con altri contesti calcistici internazionali (vedi il caso della Premier) e rafforzando così il posizionamento dell’evento come piattaforma di scambio oltre che di attivazione locale.
Bundesliga e Belgio: il weekend come piattaforma di attivazione
Nel contesto tedesco e belga, uno degli approcci più ricorrenti alla sostenibilità passa attraverso la costruzione di finestre temporali dedicate, in cui l’intero ecosistema del campionato viene mobilitato attorno a un tema specifico. Non si tratta solo di campagne di comunicazione, ma di veri e propri momenti coordinati in cui lega, club e partner convergono su un’unica direzione. In Germania, la Deutsche Fußball Liga (DFL) insieme alla DFL Foundation e ai 36 club professionistici ha promosso il cosiddetto “TOGETHER! Matchday”, un appuntamento che coinvolge contemporaneamente Bundesliga e 2. Bundesliga.
L’iniziativa si sviluppa lungo un intero turno di campionato e si integra con ricorrenze internazionali come, in questo caso, la “Settimana d’Azione contro il Razzismo”, creando una continuità tra calendario sportivo e agenda sociale. Il meccanismo prevede messaggi negli stadi, attivazioni visive condivise, contenuti digitali coordinati e una serie di iniziative locali promosse dai singoli club ma ricondotte a un framework centrale. Workshop con giovani, collaborazioni con organizzazioni del terzo settore e campagne educative fanno parte di un impianto che combina dimensione nazionale e radicamento territoriale.
L’elemento distintivo è la capacità di rendere il matchday uno spazio operativo, non solo simbolico, in cui la partecipazione dei club diventa parte integrante del messaggio. In Belgio, la Pro League adotta una logica simile, ma con un focus più marcato sulla dimensione ambientale. La campagna “Voetbal voor de Toekomst” trasforma un intero weekend in un momento di attivazione sui temi della transizione ecologica del calcio professionistico. I club vengono coinvolti in iniziative coordinate su mobilità sostenibile, gestione delle risorse e riduzione dell’impatto, con l’obiettivo dichiarato di lavorare su target pluriennali condivisi. Anche in questo caso, il ruolo della lega è quello di definire il perimetro strategico e mettere a disposizione strumenti e partner, mentre i club declinano le attività nel proprio contesto operativo, spesso con il supporto di esperti esterni e progetti già avviati a livello locale.
Nel confronto tra i due casi emerge una traiettoria comune: l’utilizzo del weekend di campionato come infrastruttura di attivazione diffusa, in cui la sostenibilità è un elemento che attraversa simultaneamente organizzazione sportiva, comunicazione e relazione con i territori.
Premier League: il match day come sistema di relazione
Nel caso inglese, l’utilizzo del matchday come piattaforma di attivazione raggiunge uno dei livelli più strutturati e continuativi. La Premier League integra, infatti, una serie di campagne ricorrenti all’interno della propria stagione sportiva, trasformando alcuni momenti chiave del calendario in occasioni di intervento su temi sociali specifici. Campagne come “No Room for Racism” o “Inside Matters” non vengono concepite come iniziative isolate, ma come appuntamenti periodici che tornano con continuità nel corso dell’anno. La loro forza risiede proprio nella ripetizione e nella capacità di inserirsi stabilmente all’interno del flusso della stagione, diventando parte della normalità del racconto sportivo.
La logica di intervento è diffusa e multilivello. La lega definisce il perimetro delle campagne e fornisce strumenti comuni, mentre club, community programmes e fondazioni benefiche attivano una rete di iniziative che coinvolge scuole, giovani, comunità locali e organizzazioni territoriali. Il risultato è un sistema in cui il messaggio centrale viene declinato in molteplici forme, mantenendo però una coerenza di fondo. Accanto alla dimensione tematica e ricorrente delle campagne, si affianca un ulteriore livello di attivazione rappresentato da “More Than A Game”. In questo caso non si tratta di una campagna legata a un singolo tema o a una ricorrenza specifica del calendario, ma di uno spazio più ampio e trasversale che raccoglie e racconta l’impatto complessivo del sistema calcio. L’obiettivo è quello di dare visibilità alle attività svolte dall’intero ecosistema, dalle iniziative dei club fino ai programmi comunitari, contribuendo a costruire una narrazione continua dell’impegno sociale della lega. In questo senso, la Premier League costruisce un percorso in cui la sostenibilità e l’impatto sociale diventano elementi strutturali e ricorrenti, sia attraverso campagne tematiche sia attraverso strumenti di racconto più permanenti.
Il matchday, quindi, diventa uno dei canali attraverso cui un sistema più ampio prende forma, combinando continuità, diffusione territoriale e capacità di valorizzazione dell’intero ecosistema.
Rubrica a cura di Community Soccer Report, piattaforma che racconta, analizza e attiva la
sostenibilità nel calcio italiano.
