La sinergia Italia-Arabia Saudita e il futuro dell’Industry: il racconto di SFS Saudi Edition a Riyadh
Il calcio contemporaneo non si gioca più solo nei novanta minuti sul rettangolo verde, ma vive in una dimensione globale fatta di diplomazia, innovazione infrastrutturale e nuove frontiere commerciali. È questo il messaggio cristallino emerso dalla seconda edizione di SFS Saudi Eidition a Riyadh, svoltasi in concomitanza con la Supercoppa Italiana. L’evento ha tracciato una linea ideale tra la tradizione della Serie A e l’ambizione della Saudi Vision 2030, riunendo i decision-maker che stanno riscrivendo le regole del business sportivo.
Diplomazia e visione: l’apertura dei lavori
Il dialogo è iniziato sotto il segno della cooperazione istituzionale. L’Ambasciatore d’Italia Carlo Baldocci e il Deputy Minister Ghandourah Ghandourah hanno evidenziato come il calcio sia diventato un asset geopolitico fondamentale. In questo contesto, l’AD della Lega Serie A Luigi De Siervo ha ribadito la centralità strategica del mercato mediorientale per il prodotto calcio italiano, non più visto solo come una destinazione per singoli eventi, ma come un partner di lungo periodo.
Oltre lo stadio: l’evolution dell’esperienza
Uno dei temi portanti è stata la trasformazione dei luoghi del calcio. Il confronto tra Waleed Algarni (Assistant Deputy Minister del Ministero dello Sport), Carlo Baldocci ( Ambassador of Italy to the Kingdom of Saudi Arabia) e Pier Massimo Marras (General Manager di Webuild) ha spostato l’attenzione sulle infrastrutture intese come hub esperienziali. Non si è parlato solo di cemento, ma di come la progettazione dei nuovi stadi sauditi – supportata dal know-how ingegneristico italiano – stia alzando l’asticella della fan experience, rendendo lo stadio un luogo vivo 365 giorni l’anno.
La convergenza tra Serie A e Saudi Pro League
Il cuore del Summit ha visto un confronto inedito tra i vertici operativi delle due leghe. Luigi De Siervo e Omar Mugharbel (CEO della Saudi Pro League) hanno analizzato il calcio come catalizzatore di cambiamento sociale. Insieme a figure chiave come Ibrahim Aldossary (CSR Director di SAFF) e Abdulrahman Abumalih (CEO di Thmanyah), il dibattito ha esplorato come la narrazione sportiva stia cambiando pelle attraverso i nuovi media, trasformando i club in vere e proprie media company globali.
Il valore strategico dei grandi eventi
La Supercoppa Italiana è stata il pretesto per approfondire le opportunità di marketing internazionale. Attraverso le voci di Michele Ciccarese (Direttore Commerciale di Lega Serie A), Tommaso Bianchini (General Manager di SSC Napoli) e Christoph Winterling (Chief Revenues Officer di Bologna FC), è emerso come i club italiani stiano adattando i propri modelli di revenue per intercettare il dinamismo del mercato saudita. Un processo supportato da figure come Bader Aljeraisy e Hazim Al-Hazmi (Saudi Tourism Authority), che hanno confermato quanto lo sport sia il volano principale per il posizionamento turistico e d’investimento del Regno.

Formazione e investmenti: l’eredità per il futuro
Non c’è crescita senza investimento nel capitale umano. Questo il fulcro dell’intervento di Guido Fienga, Mike Puig (Executive VP di Mahd Sports Academy) e Basim K. Ibrahim (Sport Sector Investment Development Director del Ministero dell’Investimento), che hanno illustrato i percorsi di sviluppo per i giovani talenti e le opportunità di investimento nel settore sportivo saudita. La chiusura, affidata al Presidente Ezio Maria Simonelli e al carisma di Christian Vieri, ha riportato l’attenzione sull’essenza del gioco: una passione che unisce generazioni e culture diverse.
Una nuova eredità per la Football Industry
Questo appuntamento a Riyadh ha segnato un autentico punto di svolta, dimostrando che il rapporto tra Italia e Arabia Saudita ha superato la fase della semplice collaborazione per entrare in una nuova era di pianificazione industriale. Il Social Football Summit ha confermato che la Serie A non esporta più soltanto il fascino del campo, ma un intero ecosistema di competenze manageriali, tecnologiche e di marketing capaci di fecondare i mercati emergenti. In questo laboratorio a cielo aperto che è oggi l’Arabia Saudita, il Summit ha tracciato la rotta per i futuri modelli di business, dove la gestione degli stadi, la creazione di contenuti digitali e il trasferimento di know-how diventano i pilastri su cui costruire un calcio globale, sostenibile e tecnologicamente all’avanguardia.
