ALFI sta delineando la prossima frontiera dei controlli d’accesso. In un dialogo esclusivo, Paolo Serra ci svela come l’integrazione di NFC (Near Field Communication), sicurezza e la completa dematerializzazione dei titoli di ingresso stia annullando i tempi di attesa. Un passo cruciale per elevare gli standard di sicurezza e trasformare profondamente la Fan Experience all’interno degli impianti sportivi.
SFS continua la sua esplorazione delle realtà imprenditoriali che stanno ridefinendo l’orizzonte dello sport moderno, e stavolta i riflettori sono puntati su ALFI. Questa impresa è un esempio virtuoso di come la tradizione possa convivere con l’avanguardia tecnologica. La sua fondazione risale al 1962 sulle pittoresche rive del Lago Maggiore in Piemonte, a cui si affianca una cruciale sede operativa nei pressi di Milano. Questa duplice collocazione geografica è emblematica della sua strategia: onorare le origini pur mantenendo uno sguardo costante rivolto all’innovazione.
ALFI vanta il primato di pioniere assoluto nel settore dei sistemi di gestione degli accessi, una storia che culminò con l’invenzione dello skipass nel 1974 (un brevetto che, dopo un periodo di cessione al Gruppo Olivetti, è tornato pienamente sotto il controllo aziendale). Oggi, l’obiettivo centrale è l’innovazione nel People Access. Dai tornelli degli stadi alla gestione dei sistemi di biglietteria e di controllo negli impianti sciistici, ALFI opera come partner tecnologico, fornendo sicurezza, efficienza e una notevole quantità di dati utili per la gestione. Ma in che modo l’esperienza maturata da ALFI nel controllo dei flussi sta plasmando l’efficacia operativa e la percezione degli eventi da parte dei tifosi nel settore calcistico? Per rispondere a questa domanda, abbiamo interpellato direttamente Paolo Serra, Account Manager per lo Sport & Entertainment dell’azienda.
Quali sono le ultime innovazioni che avete introdotto nei sistemi di accesso (tornelli, varchi) per gli stadi? In che modo l’uso di tecnologie come il riconoscimento facciale, i codici QR dinamici o l’NFC sta cambiando la gestione dei flussi di spettatori?
“La tecnologia mobile è sicuramente un game changer nella fruizione del servizio di controllo accessi negli stadi. Un settore nel quale, bisogna sempre ricordarselo, devono coesistere due aspetti, quello ludico e quello di garantire la massima sicurezza, solo negli aeroporti infatti ci sono controlli di sicurezza diffusi non troppo dissimili da quelli effettuati negli stadi. Il QR, dinamico o statico, sarà prima affiancato e forse poi soppiantato dalla tecnologia NFC, che fino a poco tempo fa era riservata solo al mondo Android ma oggi è disponibile per i system integrators anche nel mondo Apple. Le possibilità offerte dai Wallet delle Big Tech aprono orizzonti fino ad ora impensabili. I sistemi di riconoscimento facciale sono sicuramente di aiuto per le forze dell’ordine e le ultime proposte commerciali sottoposte alle squadre contemperano le esigenze di sicurezza con il diritto alla privacy regolamentato dalla DGPR”.
Il vostro software di gestione (come Match o Argo) va oltre il semplice conteggio degli ingressi? In che modo i dati raccolti sul fan flow e sui comportamenti d’acquisto (es. consumi interni) vengono utilizzati per migliorare l’efficienza operativa e la Fan Experience?
“I sistemi di controllo accessi di grandi masse di persone (people access) hanno due scopi, quello più evidente è di controllare chi entra in una location, verifichiamo chi ha o meno diritto ad entrare in uno stadio o in una sala, ma c’è un secondo scopo sempre più determinante per i nostri clienti: i sistemi di controllo degli accessi producono dati, grandi quantità di dati che una volta analizzati servono a migliorare l’esperienza dei tifosi e a perfezionare l’organizzazione degli eventi. Noi aiutiamo i nostri clienti ad analizzare questi dati e ad utilizzarli al meglio”.
Qual è la vostra visione per lo stadio del futuro? Vedete integrazioni tra i vostri sistemi e le esperienze digitali avanzate, come il Metaverso o le Fan Zone interattive, per creare un’esperienza phygital per il tifoso?
“È difficile indicare come la tecnologia di realtà virtuale potrà entrare sugli spalti, queste tecnologie non sono ancora totalmente mature anche se hanno potenziali enormi, non solo per le partite ma sicuramente e forse in misura maggiore per i concerti che si svolgono all’interno degli stadi, queste soluzioni potrebbero integrarsi o sostituire i maxischermi e avvicinare i tifosi ai loro idoli. La totale dematerializzazione dei biglietti contribuirà ad andare in questa direzione, già oggi con un biglietto su wallet si possono ottenere le mappe interattive dello stadio e velocizzare le operazioni d’ingresso. Lo smartphone o i loro futuri sostituti saranno il grimaldello per aprire nuove esperienze interattive ed immersive”.
Come bilanciate l’esigenza di massima sicurezza con la necessità di garantire un accesso rapido e senza stress per i tifosi? E quali soluzioni offrite per ridurre le code?
“Le code non dipendono esclusivamente dai tornelli ma da tutto quello che succede prima di essi, organizzazione delle file, prefiltraggio etc. Noi possiamo velocizzare il passaggio al tornello ma possiamo fare poco per tutto il resto, perché le esigenze di sicurezza prevalgono. Se però si arriva allo stadio e attraverso la geolocalizzazione mi compare il biglietto sul telefono senza doverlo cercare, ho un’operazione in meno da fare, se in presenza del lettore non devo tribolare con la lettura del QR ma mi è sufficiente avvicinare il telefono al lettore, la mia coda diventerà molto più fluida. Su questo ci stiamo concentrando, semplificare ed automatizzare tutte le operazioni legate agli ingressi allo stadio”.

Oltre all’accesso, i vostri sistemi sono progettati per interagire con i servizi interni dello stadio? Ad esempio, è possibile utilizzare lo stesso credential (biglietto/app) per pagamenti cashless o per accedere ad aree riservate, migliorando l’esperienza complessiva del tifoso?
“Ogni operazione di controllo allo stadio impatta con i nostri sistemi. Parlando di pagamenti, quelli cashless avvengono su piattaforme diverse da quelle dei sistemi di controllo accessi. Apple Wallet, Google Wallet, Samsung Wallet e simili sono collegati ai sistemi bancari, noi però utilizziamo la stessa tecnologia NFC dando la possibilità ai tifosi di utilizzare una gestualità che conoscono, creando un’esperienza utente moderna e affidabile”.
La sicurezza negli stadi è fondamentale. Come i vostri sistemi garantiscono la massima sicurezza, specialmente nella gestione degli ingressi e nelle situazioni di emergenza (come un black-out o un’evacuazione)? Quali certificazioni o standard seguite?
“Il nostro tornello PA197 è il solo ad avere due caratteristiche che rispondono alle esigenze di sicurezza in casi di emergenza: sono dotati di batterie a bordo in grado di gestire gli ingressi per ore in totale assenza di alimentazione o black out, inoltre sono provvisti di pettini indipendenti, ossia la girante non è fissa ma robotizzata e quindi in caso di evacuazione, i bracci dei nostri tornelli a tutta altezza (obbligatori in Italia) possono essere messi in posizione di tutto aperto consentendo lo sgombero in emergenza”.
La sostenibilità riguarda anche l’efficienza operativa. I vostri prodotti contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale o a ottimizzare l’uso delle risorse all’interno degli impianti?
“Nel nostro settore siamo in pochi, e ci differenziamo per l’altro grado di personalizzazione sul cliente e per la totale integrazione con terzi. Il nostro impegno per la sostenibilità è profondo e si traduce nella dematerializzazione dei supporti fisici. Nel settore sciistico, ad esempio, siamo stati pionieri: dal 2018 i nostri clienti hanno potuto eliminare lo skipass fisico e sciare semplicemente con il proprio telefono in tasca via Bluetooth. Basti pensare che solo in Europa, nel mondo dello sci,vengono prodotte e smaltite (spesso in modo errato) circa 50 milioni di card fisiche. Attraverso questa transizione, puntiamo a raggiungere l’80% di biglietti dematerializzati per gli impianti sciistici nei prossimi cinque anni.
Per gli stadi, il percorso è ancora più immediato. Sebbene oggi esistano già codici QR e varie app, dal prossimo anno, grazie alle tecnologie come l’NFC e i wallet, raggiungeremo una dematerializzazione completa. Vogliamo che l’esperienza del tifoso sia interamente digitale, eliminando completamente la necessità di supporti fisici. Questo non solo ha un impatto ambientale positivo, ma elimina i tempi di latenza e, di conseguenza, le code ai tornelli. Per le squadre di Serie A,B e C che seguiamo, limitare al massimo i tempi di attesa è un imperativo, e la dematerializzazione totale è la chiave per raggiungerlo”.
L’evoluzione del People Access: ALFI e la rivoluzione dei controlli dallo skipass al calcio
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