“Inside sustainable Leagues” è un nuovo percorso editoriale per analizzare come alcune delle principali leghe calcistiche stanno strutturando la sostenibilità, tra modelli, attivazioni e strumenti. Il primo appuntamento è dedicato alla governance, attraverso una lettura di esperienze che aiutano ad addentrarsi nella varietà di approcci oggi presenti.
Negli ultimi anni, la sostenibilità è entrata con crescente continuità nel racconto del calcio, diventando parte stabile del linguaggio di club, leghe e stakeholder. Spesso però questo tema viene affrontato attraverso iniziative o progetti, senza coglierne pienamente la dimensione più strutturale.
Con questa rubrica vogliamo spostare lo sguardo proprio su questo livello: non tanto sulle singole azioni, ma su come la sostenibilità si sta gradualmente organizzando, strutturando e diffondendo, aprendo una finestra sui principali campionati di calcio a livello internazionale.
Nei prossimi articoli esploreremo alcune delle sue principali direttrici – dalla governance alle fondazioni, dalle attivazioni alle campagne, fino agli strumenti di sistema – per capire come il tema stia diventando parte sempre più integrata delle logiche del settore.
Il primo punto di osservazione è la governance, intesa qui come il modo in cui la sostenibilità viene resa parte stabile dell’organizzazione e del funzionamento delle leghe. Non si tratta solo della sua presenza, ma di come viene definita, coordinata e tradotta in pratiche operative.
Le modalità attraverso cui questo avviene non sono uniformi, e difficilmente potrebbero esserlo. Differenze storiche, culturali e organizzative influenzano infatti il modo in cui il tema viene interpretato e sviluppato nei diversi contesti. Alcune esperienze puntano a costruire cornici condivise, altre integrano la sostenibilità nelle strutture esistenti, altre ancora si basano su modelli già radicati nei territori e nelle comunità.
Più che cercare una sintesi unica, quindi, l’obiettivo è leggere queste traiettorie nella loro specificità, osservandone le logiche interne e gli elementi ricorrenti. Una comparazione tra alcuni modelli significativi che aiuta a restituire una comprensione più chiara e articolata di come la sostenibilità stia evolvendo nei vari paesi.
FRANCIA: LFP E LA PIATTAFORMA “ONE TEAM”
Nel caso della Ligue de Football Professionnel, la sostenibilità si è da qualche mese strutturata attraverso la piattaforma “One Team”, il principale contenitore di coordinamento delle iniziative del calcio professionistico francese. Più che un semplice insieme di progetti separati, si tratta di un framework (fino a qualche tempo fa etichettato come ‘Jouons la Collectif’) che aggrega attività, campagne e programmi sotto un’unica identità riconoscibile, contribuendo a dare coerenza e vigore all’impegno complessivo della lega e dei club.
La governance si esprime qui nella capacità di costruire uno spazio comune, in cui la sostenibilità viene resa leggibile e comunicabile a livello generale. L’elemento distintivo sembra essere la volontà di definire un linguaggio condiviso e una struttura narrativa unitaria. In questo senso, “One Team” agisce come piattaforma di coordinamento, ma anche come strumento identitario.
La lega assume un ruolo di regia, non solo organizzando attività congiunte, ma anche definendo il perimetro entro cui queste si sviluppano e celebrandone la realizzazione. Il risultato è un modello in cui la sostenibilità viene integrata attraverso la creazione di un sistema coerente, desideroso di mettere insieme le diverse componenti del campionato in un’unica direzione strategica.
GERMANIA: DFL E LA SOSTENIBILITÀ COME FUNZIONE INTEGRATA
Nel caso della DFL, la struttura indipendente che organizza la Bundesliga e la 2. Bundesliga, la sostenibilità è progressivamente diventata una componente strutturale del funzionamento dei club e del sistema campionato. Il framework “WIRKT” si inserisce in un impianto più ampio che traduce il tema in una serie di dimensioni operative, che spaziano dalla strategia alla governance interna, dalla gestione delle risorse ambientali agli aspetti sociali, organizzativi e di compliance.
Il modello tedesco si distingue per il livello di dettaglio con cui la sostenibilità viene integrata nei processi decisionali e operativi. Le aree di intervento non sono isolate, ma strutturate in modo sistemico: strategia, organizzazione, finanza e partnership, digitalizzazione, leadership e comunicazione vengono considerate come ambiti interconnessi. A questi si aggiungono le dimensioni ambientali e sociali, che includono gestione delle risorse, mobilità, energia, inclusione e diritti.
In questo contesto, la governance non si esprime solo attraverso una piattaforma narrativa (da qualche anno esiste ‘BundesligaWIRKT’), ma attraverso la formalizzazione di un sistema operativo interno ai club. La sostenibilità diventa così una funzione stabile, integrata nelle logiche gestionali e nei processi organizzativi, con un elevato livello di continuità e strutturazione (la Germania è, tra i top campionati, quello in cui c’è il più alto tasso di club con una strategia e un regolare bilancio di sostenibilità). Il focus non è solo sulla rappresentazione esterna del tema, ma sulla sua traduzione in pratiche verificabili e ricorrenti.
GIAPPONE: J.LEAGUE, TRA STRUTTURA E COMUNITÀ
Nel caso della J.League giapponese, la sostenibilità si sviluppa attraverso un modello che combina coordinamento centrale e forte radicamento territoriale. Iniziative come “Hometown” e “SHAREN!” non nascono come semplici estensioni operative, ma come parte di un’impostazione che ha storicamente legato l’identità dei club giapponesi al rapporto con le comunità locali, e che nel tempo è stata ulteriormente strutturata e rafforzata a livello di lega.
La J.League ha quindi lavorato sulla progressiva evoluzione di queste pratiche, inserendole in un quadro coordinato che ne amplifica la portata e la continuità. Il legame tra club e territorio diventa così un elemento fondativo del modello, che viene progressivamente sistematizzato attraverso strumenti condivisi.
In questo senso, la governance si esprime nella capacità di dare struttura a una vocazione già presente, rafforzandola attraverso un coordinamento centrale che ne aumenta la coerenza senza snaturarne l’origine comunitaria.
PREMIER LEAGUE: EVOLUZIONE DI UN MODELLO COMMUNITY-DRIVEN
Nel contesto inglese, la sostenibilità affonda le sue radici in una lunga tradizione di impegno sociale legata ai club e al modello del “Football in the Community”, sviluppatosi a partire dagli anni ’80. A differenza di altri contesti europei, il punto di partenza non è una struttura definita dalla lega, ma un ecosistema già fortemente radicato nei territori.
Nel tempo, questo patrimonio è stato progressivamente riconosciuto e integrato in un sistema più strutturato, attraverso il lavoro della Premier League e della EFL e la creazione di fondazioni e programmi dedicati. Iniziative “centrali” come la Premier League Foundation, oppure la strategia di sostenibilità ambientale, rappresentano l’evoluzione di questo processo di consolidamento, che ha trasformato pratiche diffuse in un modello sempre più coordinato.
Insomma, qui ritroviamo capacità di dare forma e coerenza a un sistema preesistente, con il ruolo della lega che è principalmente quello di connessione e valorizzazione, contribuendo a rendere leggibile e sistemico un insieme di attività che nasce dal basso ma viene progressivamente strutturato a livello centrale.
ITALIA: SERIE A E LA CONVERGENZA PROGRESSIVA
Nel contesto della Serie A, infine, la sostenibilità si sviluppa secondo una logica meno centralizzata rispetto ad altri campionati europei, ma non per questo meno significativa. In assenza di una piattaforma unica o di un modello fortemente coordinato a livello di lega, il tema si è diffuso attraverso l’adozione di riferimenti comuni, spesso legati a standard internazionali (quelli UEFA soprattutto), e attraverso l’iniziativa progressiva dei singoli club. Negli ultimi anni, diverse società hanno avviato percorsi sempre più strutturati, come detto allineati fortemente a quello delle Lega, contribuendo a generare una maggiore convergenza di approcci. La governance, in questo caso, appare quindi più distribuita e in evoluzione: non si manifesta in un unico disegno centrale, ma nella progressiva emersione di pratiche condivise che tendono a consolidarsi nel tempo.
Rubrica a cura di Community Soccer Report, piattaforma che racconta, analizza e attiva la sostenibilità nel calcio italiano.
INSIDE SUSTAINABLE LEAGUES
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