Il primo giorno di Summit, diversi esperti e professionisti specializzati in intelligenza artificiale hanno analizzato e approfondito il ruolo che questa giocherà nella football industry. A parlarne, con l’avvocato Luca Pardo a fare da host, erano presenti Valeria Portale (Researcher School of Management Politecnico di Milano), Geo Ceccarelli (Chief Information Officer Marimo), Edoardo Degli Innocenti (CIO Kama Sport) e Paolo Capitelli (Communities of Practices Director Reply).
L’utilizzo di dati nel calcio risale all’epoca del Milan di Arrigo Sacchi, che durante la dirigenza berlusconiana si impose come una delle squadre più forti del pianeta. Da quel momento, in tanti hanno cercato di sfruttare le tecnologie digitali per migliorare il rendimento del proprio club o di singoli giocatori. Durante il panel, a riguardo, si è citato l’esempio di Jürgen Klopp, ex allenatore del Liverpool, sotto cui venne ufficializzata una partnership tra i Reds e TacticAI: un prototipo sviluppato da DeepMind, il ramo di Google dedicato all’intelligenza artificiale. L’obiettivo? Applicare i dati forniti alle partite disputate e agli allenamenti situazionali, il che ha comportato un considerevole aumento dei gol effettuati su calcio piazzato. Un chiaro esempio di quanto l’AI abbia cambiato regole e scenari competitivi, con anche l’introduzione della moneyball e di nuovi tool per attività di scouting.
“Il nostro compito consiste nel creare valore attraverso i dati, occupandoci di pulirli, riordinarli e certificarli. Inoltre, vogliamo codificare un modello revenue stream funzionale a tutte le attività associate alla performance di un club“, ha dichiarato il CIO di Kama Sport, una startup che ha sdoganato l’uso dei big data nel calcio.
La seconda parte del panel, tuttavia, ha insistito anche sulle dinamiche extra calcistiche che interessano l’utilizzo di dati. Portale ha molto insistito sulla qualità e affidabilità degli stessi, sottolineando l’enorme importanza del data set training. Una richiesta di trasparenza raggiungibile anche grazie alle tecnologie blockchain, strumento indispensabile in termini di tracciabilità del dato, sopra tutto in un contesto di interoperabilità tra piattaforme e di potenziali forme di mala gestione da parte di terzi. Temi molto importanti e delicati, che hanno visto i partecipanti condividere su alcuni orientamenti fondamentali. Ad esempio? Applicare pratiche globali a un fenomeno di portata internazionale come l’AI. Incoraggiare le regulatory sandbox e regolamentare le applicazioni – non la tecnologia – possono essere ottimi punti di partenza, insieme all’adozione di approcci burocratici mutuati dagli Stati Uniti.
Senza mai dimenticare che l’apporto tecnologico dell’intelligenza artificiale ha comportato l’avvento di nuovi tipi di content: “Oggi possiamo iper personalizzare un contenuto grazie alla disponibilità di strumenti e possibilità creative pressoché infinite“, ha concluso Capitelli citando alcune case histories che hanno coinvolto Reply.
AL SFS24 SI È PARLATO DEL RUOLO DELL’AI NEL CALCIO
Il primo giorno di Summit, diversi esperti e professionisti specializzati in intelligenza artificiale hanno analizzato e approfondito il ruolo che questa giocherà nella football industry. A parlarne, con l'avvocato Luca Pardo a fare da host, erano presenti Valeria Portale (Researcher School of Management Politecnico di Milano), Geo Ceccarelli (Chief Information Officer Marimo), Edoardo Degli Innocenti (CIO Kama Sport) e Paolo Capitelli (Communities of Practices Director Reply). L'utilizzo di dati nel calcio risale all'epoca del Milan di Arrigo Sacchi, che durante
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